Il capitano delle
milizie Estensi (gli Este erano i duchi di Modena e Ferrara) Ercole
Auregli
(nominato
l'anno 1602 dall'ill.mo ed eccelent.mo Giacomo Boncompagni, duca
di Sora e Marchese di Vignola, dietro patente di Alfonso II duca
d'Este), ha lasciato un manoscritto rinvenuto presso la chiesa parrocchiale
di Montombraro ed attualmente pubblicato dal comune di Zocca, con
le sue memorie che coprono il periodo di tempo dal 1552 a tutto il
1635. Egli costruì ed abitò la "casa del Montanaro"
che si trova a poche centinaia di metri dai Fontanini.
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La torre dei Fontanini fu costruita
nello stesso periodo (anni 1586/1596) come testimoniano una
pietra ed un coppo rinvenuto sul coperto, con incise le due
date ricordate,
attualmente visibili nella sala a piano terra dell'edificio. |
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Particolare della Casa del podere |
La
Casa del podere e la Casa forte,
grazie all'analisi di alcuni particolari architettonici, possono
essere fatte risalire al 1300. |

Particolare della Casa forte |
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La
Casa forte inoltre, per alcuni particolari e per notizie
storiche raccolte, potrebbe essere stata nel 1200 la chiesa
conosciuta come "Ad fontanellas", indicata in
una mappa di quel tempo, in posizione coincidente con quella
attualmente occupata. |
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Essa ha una finestra con inciso
nell'architrave il giglio-stemma degli Estensi, che rimanda
ad una probabile proprietà degli edifici da parte degli
stessi.
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Gli edifici dei Fontanini
avevano una sicura funzione di controllo della strada medievale
che passava di lato alla casa torre ed alla torre, provenendo
da Montecorone, per
raggiungere Montombraro (attuale strada poderale nel castagneto):
ciò spiega anche la posizione della balestriera.
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I
Fontanini hanno visto il passaggio, il 12/13 giugno 1613
di Don Francesco Medici, che con 23.000 uomini delle truppe
fiorentine, andavano a raggiungere il duca di Mantova ed
il duca di Savoia contro le truppe imperiali. Essi si accamparono
alla "Corneta" ( l'attuale via Corneta a poche
centinaia di metri dai Fontanini) e non fecero danno alcuno.
Nel maggio 1630, cercando di scongiurare il pericolo si bloccarono
le frontiere del comune di Montombraro, ma fu fatica vana
perchè si manifestò la peste, sembra portata
da una donna che tornò da Bologna, dove andava a servizio,
che eluse il blocco. Le memorie del capitano Auregli, riportano
letteralmente, che si salvarono dalla peste "le famiglie
di messer Pietro Duvighi, quella di Celidonio e quella di
Giulio Duzzi e tutti delli Fontanini" mentre "le
altre famiglie e ville sono andate alla peggio e sono morti
tutti gli uomini e la maggior parte delle donne". Si
stima che la peste uccidesse a Montombraro più di
800 persone nel corso del 1630. Si pensa che i Fontanini
riuscissero ad evitare il contagio perchè, disponendo
delle sorgenti, non andavano a prendere acqua dalla fontana
comunale in paese (attualmente nella stradina dopo la macelleria)
ed anche perchè probabilmente chiusero la corte, rendendola
inaccessibile.
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